venerdì 19 novembre 2010

Perché la storia non si ripeta mai più

Caro diario,

Questa settimana mi rimarrà impressa per due cose: per un film che ho visto, anzi rivisto per ennesima volta, che è "La vita è bella", e per questo articolo, tratto dal blog Balkan Crew che mi sono sentita di condividere. Ringrazio a Lina per il permesso che mi ha concesso. Speriamo che la storia non si ripeta mai più. Buona lettura!


Krvava Bajka, fiaba cruenta



Sterminio nazista in Serbia


In un solo giorno 7300 morti nella città martire. È l'autunno del
1941. Pochi mesi dopo la dissoluzione del regno di Jugoslavia, la
penisola balcanica è insorta contro l'occupante nazifascista. Alla
rivolta partigiana i tedeschi rispondono facendo strage della
popolazione civile.

Il 20 ottobre 1941, sei mesi dopo l'invasione tedesca della
Jugoslavia, nei due Ginnasi di Kragujevac (leggi Kragujevaz), la città
serba posta nel centro della regione della Sumadija, le lezioni
iniziano alle 8.30, come di consueto. Sono in programma quel giorno la
sintassi della lingua serbocroata, matematica, la poesia di Goethe, la
fisica. In una classe, un professore croato, un profugo fuggito dal
regime fascista instaurato in Croazia da Ante Pavelic, sottolinea il
valore della libertà. Poco lontano, un altro spiega l'opera di un
poeta serbo del romanticismo risorgimentale. La mente rivolta alle
secolari lotte sostenute dai serbi per la loro indipendenza e a quella
presente che cresce irresistibilmente, anch'egli parla di libertà. La
voce calma e profonda che illustra i versi del poeta: "La libertà è
un nettare che inebria / Io la bevvi perché avevo sete", ne nasconde a
fatica la tensione, che aleggia anche nell'aula, che grava su tutti,
sulla cittadina, sui suoi abitanti, e che l'eco strozzata di fucilerie
lontane da alcuni giorni alimenta....
Tratto da Pugliantagonista 21 Ottobre 1941


Kragujevac era un simbolo per molti di noi jugoslavi. Da piccoli associavamo il nome della città all'eroismo, alla resistenza e alla solidarietà operaia. All'età di otto anni, quando i miei coetanei si ispiravano alle avventure di Tarzan o di Tom Sawyer, io sognavo di morire eroicamente, come gli studenti di un'intera classe del liceo di Kragujevac. Nell'ottobre del 1941 gli occupanti tedeschi avevano rastrellato, per rappresaglia, circa settemila abitanti di Kragujevac. Fu un massacro. Tra i fucilati c'erano molti studenti, prelevati direttamente dalla scuola. Questa atrocità ha ispirato la poetessa Desanka Maksimović a scrivere la poesia "Krvava bajka" (Fiaba cruenta). Ancora oggi ne ricordo i versi, che mi fanno venire i brividi:

Avvenne in un paese di contadini,

nella Balcania montuosa:

una compagnia di alunni

in un giorno solo morì

di morte gloriosa.

Nel 1962 sull'evento fu girato il film "Prozvan je Peti tri" (Si chiamava anche classe V 3). L'ho visto varie volte, piangendo sempre. Fantasticavo, talvolta, di essere uno degli scolari, oppure il loro professore, che rifiutò di salvarsi e morì insieme ai suoi studenti. Prima di essere giustiziato, il professore dichiarò davanti ai fucili tedeschi: "Sparate, anche adesso sto facendo lezione". Da allora considero nazisti tutti quelli che, per vendetta, puniscono degli innocenti.
Tratto da Osservatorio balcani

1 commento:

  1. ma daj.. che bello essere su questo blog !
    hvala !

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